Quando un macchinario, una attrezzatura di lavoro, una macchina in generale si considerano “usato”?

Si può ritenere che ciò avvenga quando si tratta di un prodotto che è già stato utilizzato in uno stato dell’Unione Europea e che viene sottoposto ad una nuova immissione sul  mercato.

Se la data di prima immissione sul mercato è posteriore all’entrata in vigore della Direttiva macchine si tratta di un prodotto già fabbricato conforme ai requisiti dell’All. I della Direttiva e perciò marcato CE.

Quando invece si mette in commercio un  macchinario usato con data di produzione antecedente all’entrata in vigore della “vecchia” Direttiva macchine, bisogna preventivamente accertarsi che sia adeguato ai livelli di sicurezza necessari.

Se invece proviene da un Paese extra UE, anche se usato, bisogna comportarsi come si trattasse di prima immissione sul mercato, e quindi va marcato CE. 

Di solito, la situazione che si presenta a chi vuole commercializzare un macchinario usato, richiede un intervento di adeguamento. Infatti ormai, per giurisprudenza consolidata, le attrezzature di lavoro devono sempre corrispondere alle norme di buona tecnica ed essere aggiornate ai livelli di sicurezza raggiungibili e ormai abituali. Questo specialmente va considerato per i Sistemi di comando e per la EN 13849-1.

Per fare questo si possono seguire due strade:

  1. Chi esegue materialmente l’intervento di adeguamento appone direttamente sul macchinario il suo nome e il suo marchio, e marca direttamente CE. Così facendo il prodotto può liberamente circolare sul mercato europeo;
  2. Chi esegue l’intervento di adeguamento si appoggia su un esperto, che esegue le necessarie verifiche. Alla fine chi esegue l’intervento rilascia una dichiarazione di rispondenza(non è superfluo ricordare che la responsabilità ricade sempre sul datore di lavoro, comunque).
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